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Dott. Elena Biagini

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Coppia e relazione: quando chiedere aiuto

Le relazioni di coppia, a un certo punto, attraversano quasi sempre momenti di difficoltà. Non è qualcosa di raro o necessariamente sbagliato. A volte succede lentamente, quasi senza accorgersene: si parla meno, ci si capisce a fatica, le discussioni tornano sempre sugli stessi temi. Altre volte invece il cambiamento è più improvviso, magari legato a un evento particolare, a una crisi, a una decisione che mette in discussione l’equilibrio della relazione.

Molte coppie arrivano a chiedere un aiuto quando sentono che qualcosa si è bloccato. Non necessariamente perché l’affetto sia scomparso, ma perché diventa difficile comunicare davvero. Ci si sente fraintesi, non ascoltati, oppure si ha la sensazione che l’altro non riesca più a vedere ciò che si prova. Quando si parla di difficoltà di coppia spesso si pensa subito al conflitto, ma non sempre è quello il problema principale. In molti casi ciò che pesa è una sorta di disallineamento: bisogni che cambiano nel tempo, aspettative diverse, momenti di vita che chiedono qualcosa di nuovo alla relazione. 

Nel lavoro psicologico con l’individuo in difficoltà relazionale o con le coppie non si cerca tanto di stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Piuttosto si prova a capire cosa sta succedendo nella relazione tra le due persone: quali modalità di comunicazione si sono create nel tempo, quali dinamiche si ripetono, quali emozioni restano spesso sullo sfondo senza trovare spazio per essere espresse. Questo significa che l’attenzione è rivolta prima di tutto all’esperienza delle persone coinvolte. Ogni relazione ha una storia, un modo unico di funzionare, e anche le difficoltà che emergono vanno comprese dentro quella storia, non ridotte a schemi generici. Nelle relazioni lunghe capita facilmente che le parole vengano interpretate attraverso abitudini ormai consolidate: si pensa di sapere già cosa dirà l’altro, oppure si reagisce prima ancora di aver davvero ascoltato. Nel tempo questo può creare una sensazione di distanza, anche quando entrambi vorrebbero avvicinarsi.

Occorre creare uno spazio in cui queste dinamiche possano essere osservate con più calma. Non per giudicarle, ma per comprenderle. A volte basta iniziare a vedere con più chiarezza alcuni meccanismi relazionali perché qualcosa inizi a cambiare. Piccoli spostamenti nel modo di comunicare possono avere effetti molto più grandi di quanto si immagini. Ogni coppia è diversa. Ci sono situazioni in cui le difficoltà sono legate a un momento di transizione della vita come la nascita di un figlio, un cambiamento lavorativo, una fase di crescita personale. In altri casi emergono ferite più profonde o conflitti che si ripetono da tempo. Il percorso non segue uno schema rigido: si costruisce insieme, passo dopo passo, a partire da ciò che la coppia sta vivendo in quel momento.

L’obiettivo non è rendere la relazione “perfetta”. Nessuna relazione lo è davvero. Piuttosto si tratta di ritrovare la possibilità di comprendersi meglio, di riconoscere i bisogni reciproci e di capire se, e come, la relazione può evolvere in una direzione più autentica per entrambi. A volte chiedere un confronto esterno permette di vedere la relazione con occhi diversi. Anche solo fermarsi a parlarne in uno spazio protetto può aiutare a uscire da quei circoli ripetitivi in cui, da soli, si fatica a trovare una via d’uscita. In molti casi il lavoro inizia proprio così: con il desiderio di capire meglio cosa sta succedendo tra due persone che, in modi diversi, stanno cercando di ritrovare un punto di incontro.

 
 

Coppia e relazione:
quando chiedere aiuto

Le relazioni di coppia, a un certo punto, attraversano quasi sempre momenti di difficoltà. Non è qualcosa di raro o necessariamente sbagliato. A volte succede lentamente, quasi senza accorgersene: si parla meno, ci si capisce a fatica, le discussioni tornano sempre sugli stessi temi. Altre volte invece il cambiamento è più improvviso, magari legato a un evento particolare, a una crisi, a una decisione che mette in discussione l’equilibrio della relazione.

Molte coppie arrivano a chiedere un aiuto quando sentono che qualcosa si è bloccato. Non necessariamente perché l’affetto sia scomparso, ma perché diventa difficile comunicare davvero. Ci si sente fraintesi, non ascoltati, oppure si ha la sensazione che l’altro non riesca più a vedere ciò che si prova. Quando si parla di difficoltà di coppia spesso si pensa subito al conflitto, ma non sempre è quello il problema principale. In molti casi ciò che pesa è una sorta di disallineamento: bisogni che cambiano nel tempo, aspettative diverse, momenti di vita che chiedono qualcosa di nuovo alla relazione. 

Nel lavoro psicologico con l’individuo in difficoltà relazionale o con le coppie non si cerca tanto di stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Piuttosto si prova a capire cosa sta succedendo nella relazione tra le due persone: quali modalità di comunicazione si sono create nel tempo, quali dinamiche si ripetono, quali emozioni restano spesso sullo sfondo senza trovare spazio per essere espresse. Questo significa che l’attenzione è rivolta prima di tutto all’esperienza delle persone coinvolte. Ogni relazione ha una storia, un modo unico di funzionare, e anche le difficoltà che emergono vanno comprese dentro quella storia, non ridotte a schemi generici. Nelle relazioni lunghe capita facilmente che le parole vengano interpretate attraverso abitudini ormai consolidate: si pensa di sapere già cosa dirà l’altro, oppure si reagisce prima ancora di aver davvero ascoltato. Nel tempo questo può creare una sensazione di distanza, anche quando entrambi vorrebbero avvicinarsi.

Occorre creare uno spazio in cui queste dinamiche possano essere osservate con più calma. Non per giudicarle, ma per comprenderle. A volte basta iniziare a vedere con più chiarezza alcuni meccanismi relazionali perché qualcosa inizi a cambiare. Piccoli spostamenti nel modo di comunicare possono avere effetti molto più grandi di quanto si immagini. Ogni coppia è diversa. Ci sono situazioni in cui le difficoltà sono legate a un momento di transizione della vita come la nascita di un figlio, un cambiamento lavorativo, una fase di crescita personale. In altri casi emergono ferite più profonde o conflitti che si ripetono da tempo. Il percorso non segue uno schema rigido: si costruisce insieme, passo dopo passo, a partire da ciò che la coppia sta vivendo in quel momento.

L’obiettivo non è rendere la relazione “perfetta”. Nessuna relazione lo è davvero. Piuttosto si tratta di ritrovare la possibilità di comprendersi meglio, di riconoscere i bisogni reciproci e di capire se, e come, la relazione può evolvere in una direzione più autentica per entrambi. A volte chiedere un confronto esterno permette di vedere la relazione con occhi diversi. Anche solo fermarsi a parlarne in uno spazio protetto può aiutare a uscire da quei circoli ripetitivi in cui, da soli, si fatica a trovare una via d’uscita. In molti casi il lavoro inizia proprio così: con il desiderio di capire meglio cosa sta succedendo tra due persone che, in modi diversi, stanno cercando di ritrovare un punto di incontro.

Coppia e relazione:
quando chiedere aiuto

Le relazioni di coppia, a un certo punto, attraversano quasi sempre momenti di difficoltà. Non è qualcosa di raro o necessariamente sbagliato. A volte succede lentamente, quasi senza accorgersene: si parla meno, ci si capisce a fatica, le discussioni tornano sempre sugli stessi temi. Altre volte invece il cambiamento è più improvviso, magari legato a un evento particolare, a una crisi, a una decisione che mette in discussione l’equilibrio della relazione.

Molte coppie arrivano a chiedere un aiuto quando sentono che qualcosa si è bloccato. Non necessariamente perché l’affetto sia scomparso, ma perché diventa difficile comunicare davvero. Ci si sente fraintesi, non ascoltati, oppure si ha la sensazione che l’altro non riesca più a vedere ciò che si prova. Quando si parla di difficoltà di coppia spesso si pensa subito al conflitto, ma non sempre è quello il problema principale. In molti casi ciò che pesa è una sorta di disallineamento: bisogni che cambiano nel tempo, aspettative diverse, momenti di vita che chiedono qualcosa di nuovo alla relazione. 

Nel lavoro psicologico con l’individuo in difficoltà relazionale o con le coppie non si cerca tanto di stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Piuttosto si prova a capire cosa sta succedendo nella relazione tra le due persone: quali modalità di comunicazione si sono create nel tempo, quali dinamiche si ripetono, quali emozioni restano spesso sullo sfondo senza trovare spazio per essere espresse. Questo significa che l’attenzione è rivolta prima di tutto all’esperienza delle persone coinvolte. Ogni relazione ha una storia, un modo unico di funzionare, e anche le difficoltà che emergono vanno comprese dentro quella storia, non ridotte a schemi generici. Nelle relazioni lunghe capita facilmente che le parole vengano interpretate attraverso abitudini ormai consolidate: si pensa di sapere già cosa dirà l’altro, oppure si reagisce prima ancora di aver davvero ascoltato. Nel tempo questo può creare una sensazione di distanza, anche quando entrambi vorrebbero avvicinarsi.

Occorre creare uno spazio in cui queste dinamiche possano essere osservate con più calma. Non per giudicarle, ma per comprenderle. A volte basta iniziare a vedere con più chiarezza alcuni meccanismi relazionali perché qualcosa inizi a cambiare. Piccoli spostamenti nel modo di comunicare possono avere effetti molto più grandi di quanto si immagini. Ogni coppia è diversa. Ci sono situazioni in cui le difficoltà sono legate a un momento di transizione della vita come la nascita di un figlio, un cambiamento lavorativo, una fase di crescita personale. In altri casi emergono ferite più profonde o conflitti che si ripetono da tempo. Il percorso non segue uno schema rigido: si costruisce insieme, passo dopo passo, a partire da ciò che la coppia sta vivendo in quel momento.

L’obiettivo non è rendere la relazione “perfetta”. Nessuna relazione lo è davvero. Piuttosto si tratta di ritrovare la possibilità di comprendersi meglio, di riconoscere i bisogni reciproci e di capire se, e come, la relazione può evolvere in una direzione più autentica per entrambi. A volte chiedere un confronto esterno permette di vedere la relazione con occhi diversi. Anche solo fermarsi a parlarne in uno spazio protetto può aiutare a uscire da quei circoli ripetitivi in cui, da soli, si fatica a trovare una via d’uscita. In molti casi il lavoro inizia proprio così: con il desiderio di capire meglio cosa sta succedendo tra due persone che, in modi diversi, stanno cercando di ritrovare un punto di incontro.

Uno spazio per capire cosa sta accadendo dentro di te

Il mio approccio alla relazione d’aiuto è fortemente orientato a comprendere e accogliere la persona che entra nel mio studio, lavoro tanto sulle fragilità quanto sulle potenzialità utili ad affrontare l’attuale situazione di disagio. Il mio approccio si colloca all’interno della psicologia umanistica, con una base rogersiana. In altre parole, parto dall’idea che la persona non sia qualcosa da “aggiustare”, ma qualcuno che possiede già dentro di sé risorse e possibilità di cambiamento.

A volte queste risorse sono semplicemente coperte da momenti difficili, da esperienze passate o da situazioni che si ripetono nel tempo. Il lavoro psicologico serve proprio a far emergere queste possibilità e a dare loro spazio. Allo stesso tempo considero sempre importante guardare anche alle relazioni e ai contesti di vita. Nel percorso utilizzo principalmente il dialogo e la relazione terapeutica, ma quando utile integro anche pratiche di mindfulness e tecniche di rilassamento.

Uno spazio per capire cosa sta accadendo dentro di te

Il mio approccio alla relazione d’aiuto è fortemente orientato a comprendere e accogliere la persona che entra nel mio studio, lavoro tanto sulle fragilità quanto sulle potenzialità utili ad affrontare l’attuale situazione di disagio. Il mio approccio si colloca all’interno della psicologia umanistica, con una base rogersiana. In altre parole, parto dall’idea che la persona non sia qualcosa da “aggiustare”, ma qualcuno che possiede già dentro di sé risorse e possibilità di cambiamento.

A volte queste risorse sono semplicemente coperte da momenti difficili, da esperienze passate o da situazioni che si ripetono nel tempo. Il lavoro psicologico serve proprio a far emergere queste possibilità e a dare loro spazio. Allo stesso tempo considero sempre importante guardare anche alle relazioni e ai contesti di vita. Nel percorso utilizzo principalmente il dialogo e la relazione terapeutica, ma quando utile integro anche pratiche di mindfulness e tecniche di rilassamento.

Uno spazio per capire cosa sta accadendo dentro di te

Il mio approccio alla relazione d’aiuto è fortemente orientato a comprendere e accogliere la persona che entra nel mio studio, lavoro tanto sulle fragilità quanto sulle potenzialità utili ad affrontare l’attuale situazione di disagio. Il mio approccio si colloca all’interno della psicologia umanistica, con una base rogersiana. In altre parole, parto dall’idea che la persona non sia qualcosa da “aggiustare”, ma qualcuno che possiede già dentro di sé risorse e possibilità di cambiamento.

A volte queste risorse sono semplicemente coperte da momenti difficili, da esperienze passate o da situazioni che si ripetono nel tempo. Il lavoro psicologico serve proprio a far emergere queste possibilità e a dare loro spazio. Allo stesso tempo considero sempre importante guardare anche alle relazioni e ai contesti di vita. Nel percorso utilizzo principalmente il dialogo e la relazione terapeutica, ma quando utile integro anche pratiche di mindfulness e tecniche di rilassamento.

© Copyright 2024

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